NOI PREDICHIAMO

CRISTO CROCIFISSO

"POICHÉ I GIUDEI CHIEDONO DEI MIRACOLI, E I GRECI CERCANO SAPIENZA; MA NOI PREDICHIAMO CRISTO CROCIFISSO, CHE PER I GIUDEI È SCANDALO, E PER I GENTILI, PAZZIA" (1 Corinzi 1:22-23)

La predicazione della croce è il centro della nostra predicazione.

Ogni altro argomento predicato, ogni tema trattato non può e non deve prescindere dalla croce di Gesù Cristo.

La pressante necessità avvertita da tanti che sprona a cercare nuove vie e nuovi argomenti di discussione non può coinvolgere coloro a cui non deve importare altro che la predicazione della croce.

D’altro canto, non possiamo esser distolti dall’unico messaggio affidatoci da Gesù Cristo stesso (Marco 16:15) che è il messaggio che viene dalla croce (1 Corinzi 11:26).

Non abbiamo altro messaggio da annunciare se non il messaggio che viene dalla croce.

Ogni altro messaggio rende vana la croce di Gesù Cristo (v. 16), anche se il messaggio della croce "è pazzia" per quelli che periscono, ma per quelli che sono salvati "è la potenza di Dio" (v.17).

Abbiamo letto: "noi predichiamo Cristo crocifisso..."

NOI

Chi siamo noi, che abbiamo questo particolare ed unico tipo di predicazione?

PREDICHIAMO

In questo termine non è racchiuso, perché non vi siano dubbi solo il senso della vera attività a cui è chiamato ogni ministro della Parola, ma anche quello di ogni membro del corpo di Cristo.

Il predicare racchiude in sé il senso del «parlare in famiglia di un padre».

Parole dettate dall’amore che il Padre ha per i figli, spinte dall’amore e dal bene per la loro vita e il loro futuro.

Si predica amando chi ci è di fronte, anche quando l’argomento dei discorsi diventa duro, come un padre farebbe con il figlio amato.

Noi siamo chiamati a predicare la croce di Gesù Cristo; perché l’uomo può guadagnare anche tutto il mondo e, se poi perde l’anima sua, fallisce miseramente.

Ma nell’annuncio della croce, nella sua predicazione, c’è la potenza che muta le cose altrimenti immutabili e le muta per sempre.

Chi non ha sperimentato queste cose, non ha compreso il senso della croce, non ha ricevuto il messaggio della croce.

CRISTO CROCIFISSO

È come se l’apostolo Paolo volesse farci notare che c’è la possibilità di trovarci di fronte a tanti Cristo nella stessa figura di Gesù, isolandoli l’uno dall’altro, ma essi non possono che confluire tutti nel Cristo della croce, nel Cristo crocifisso, altrimenti non hanno un senso compiuto.

Senza la croce, tutta l’opera di Gesù non avrebbe alcun valore e Gesù sarebbe alla stregua di un Rabbì come tanti altri.

Anche oggi il mondo è pieno di rabbì, dall’Oriente all’Occidente, dal Mezzogiorno al Settentrione e la gente ricerca dietro essi miracoli e sensazioni (v. 22), ma solo Gesù Cristo crocifisso salva l’uomo dal suo destino di perdizione (Romani 3: 23).

Agli occhi di qualcuno Egli forse potrebbe solamente sembrare un procacciatore di fama e di gloria terrena, ma Dio Gli ha dato un Nome che è al di sopra di ogni altro nome (Filippesi 2:8-9).

Gesù ci è stato dato per la croce (1 Pietro 1:18-20) e tutto il cammino che ha intrapreso a partire dalla mangiatoia di Bethlemme è indirizzato verso la croce (Marco 10:32).

Tutto quello che compie in questo tragitto: miracoli, guarigioni, liberazioni, tutto è compiuto nella visione della croce.

La croce ci parla del grande amore di Dio che si dona per soddisfare pienamente la giustizia divina e aprire davanti ai perduti la porta di un avvenire e di una speranza.

Vogliamo annunciare Gesù!

Vogliamo predicare Cristo, e Cristo crocifisso!

Raffaele Frezza

RISVEGLIO PENTECOSTALE NOVEMBRE 2005