IL FRUTTO DELLO SPIRITO SANTO

Il frutto dello Spirito Santo è il risultato spontaneo della potenza divina nella vita morale e spirituale del credente.

 

Lo Spirito riproduce se stesso mediante un fenomeno di biologia soprannaturale e appare attraverso la vita del credente, nelle sue caratteriste o nei suoi attributi morali.

Il frutto dello Spirito rappresenta il risultato naturale della reale e dinamica presenza dello Spirito nella vita del credente. Quindi la vita morale del popolo di Dio può essere pienamente realizzata soltanto per la presenza e per la potenza dello Spirito.

In altre parole, soltanto il frutto dello Spirito rappresenta la reale vita morale del cristiano, ma qualsiasi vita morale fuori dello Spirito non è autentica morale davanti a Dio.

La manifestazione del frutto dello Spirito è come i doni dello Spirito, la certezza e la realtà della presenza dello Spirito Santo nel credente; è l'espressione della soprannaturalità divina nel credente.

Il frutto dello Spirito è il miracolo morale nella vita dell'uomo, e l'uomo che realizza questo miracolo vive una morale soprannaturale, una morale divina.

Si vede chiaramente che la pazienza è pazienza soprannaturale e che l'allegrezza è anch'essa soprannaturale, che ogni dettaglio della vita morale è raggiunto per la presenza e la potenza dello Spirito di Dio.

 

Il figlio di Dio deve vivere su un piano soprannaturale, sia nell'esercizio del ministerio cristiano sia nell'azione della sua vita morale e pratica.

Quando lo Spirito viene in un credente, questi vive la vita stessa di Dio perché lo Spirito Santo, col suo frutto, è il carattere, la personalità stessa di Dio; mentre lo Spirito Santo con i suoi doni è la potenza stessa di Dio.

Quella vita apparirà in lui per la potenza dello Spirito Santo e l'amore che offre fino al sacrificio supremo, ma che non tradisce mai la verità; l'allegrezza sarà l'allegrezza pura che si alimenta nella speranza cristiana; la pace sarà la pace profonda ed inviolabile sulla fiducia in Dio; la longanimità sarà la benevolenza illuminata, equilibrata dalla giustizia divina; la benignità sarà la generosità fraterna ispirata all'esempio di Cristo; la bontà sarà la premura generosa potenziata dalla grazia celeste; la fedeltà sarà la costanza virile che si compone in Dio; la dolcezza sarà soavità di parole e di gesta senza falsi infingimenti; la temperanza sarà la concretizzazione del più perfetto equilibrio morale alla luce di una fonte di potenza spirituale.

 

Vita cristiana, vita raggiunta fuori dal naturale e che non rappresenta perciò l'utilizzazione o il perfezionamento di elementi naturali, ma che appare in maniera inequivocabile, come il risultato dell'azione divina e soprannaturale dello Spirito Santo.

Un buon carattere umano, una elevata educazione sociale, un'ottima morale ecclesiastica sono soltanto imitazioni o sostituzioni del frutto dello Spirito.

Non ogni frutto viene dallo Spirito, non ogni morale è quella cristiana.

Noi viviamo Cristo e manifestiamo la santità celeste di Cristo in noi, non quando possediamo un'educazione squisita o quando esercitiamo una qualsiasi morale ecclesiastica (religiosa), ma quando maturiamo in noi, manifestiamo in noi e attraverso di noi il frutto dello Spirito.

Nella nostra vita deve apparire non una qualsiasi specie di amore e allegrezza ma quelli che vengono dallo Spirito; devono insomma manifestarsi gli effetti divini di una causa divina e devono essere una dimostrazione di potenza soprannaturale (che deve procedere da Dio) almeno analoga a quella dei più evidenti e gloriosi miracoli dello Spirito Santo.

 

R. BRACCO