L’unità della famiglia

 

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“Se una casa è divisa in parti contrarie, quella casa non potrà reggere” (Marco 3:25)                                      

 La famiglia è profondamente in crisi. i matrimoni che crollano, sotto le pressioni del peccato e degli effetti del male, sono in continuo aumento.

Le parole di Gesù risultano drammaticamente vere. il focolare domestico in tanti casi è diventato il primo campo di battaglia.

Tra marito e moglie ci sono discussioni, incomprensioni e i rapporti divengono irrimediabilmente compromessi.

Tra genitori e figli le liti sono all’ordine del giorno e questi ultimi si chiudono in sé stessi per aprirsi solamente con i coetanei,

mentre padri e madri non sanno più cosa fare per cercare di recuperare il rapporto con la prole. tutto questo ha come conseguenza il crollo di tante case.                                                                       

Le macerie sono sotto gli occhi di tutti e le vittime sono amaramente deluse.

E’ possibile per una famiglia profondamente in crisi ritrovare l’armonia e l’amore?                                               

 La risposta a tale delicato quesito la troviamo nella Bibbia:                                                                                  

 “Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori” (Salmo 127:1).

La soluzione per l’unità della famiglia è solamente una: rivolgersi a Dio e lasciare che sia Lui a prendere il controllo della casa,

seguendo i consigli e le indicazioni della Sua Parola per fare di Cristo Gesù il Salvatore e Signore della propria intera vita.

 

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IL FONDAMENTO DELLA FAMIGLIA

Nel contesto della dilagante corruzione, della diffusa tendenza ad abolire le istituzioni e a causa forse anche

dei movimenti femministi, la famiglia nella società odierna viene messa in discussione.

Ecco perché, la famiglia è come un laboratorio dove il cristianesimo viene messo quotidianamente alla prova.

La famiglia rappresenta uno dei validi sostegni della chiesa e potrebbe diventare ancora più forte, se tutti i

cristiani decidessero di fondare la propria famiglia sui principi dell’insegnamento di Cristo.

E’ interessante constatare come il compito più importante del mondo – l’educazione dei figli – sia stato

affidato a due persone che si amano, ma e anche sorprendente notare che queste persone sono inesperte e

senza una particolare preparazione.

Naturalmente, occorre considerare che quello dei genitori non è un “mestiere” ma un “ministerio”. Il mestiere

si deve imparare, il “ministerio” è un “dono di Dio”

E’ impossibile edificare la Chiesa, senza rafforzare la vita familiare.

La famiglia appartiene a Dio; Egli l’ha creata; Egli ne ha deciso l’intima struttura; Egli ne ha stabilito lo scopo e la finalità.

Perciò, non è nostro il matrimonio, ma il Suo: Non è la nostra casa, ma la Sua; non i nostri figli,

ma i Suoi;  non la nostra famiglia, ma la Sua…

Una famiglia cristiana è una famiglia che vive in compagnia con Gesù. Gesù non deve essere l’ospite,

ma deve essere di casa.

Quando stabiliamo l’ordine divino nella nostra famiglia, si crea un’atmosfera in cui Egli si sente a suo

agio; allora lo Spirito Santo può portare avanti la Sua opera di istruirci e di guidarci nel genere di vita

famigliare per il quale Dio ci ha creati.

I credenti basano le loro convinzioni e la loro fede non nelle tradizioni o diverse culture, che

cambiano nel tempo, ma nella Parola di Dio. (Salmo 119:105)

LA FAMIGLIA CRISTIANA

Dio è il fondatore

Si noti che nelle varie fasi dei giorni della creazione Dio disse che era “tutto buono” Gen. 1:10,12,18

Ma:dopo aver deciso e realizzato la creazione dell’uomo (maschio e femmina);

- dopo aver detto di crescere e moltiplicare;

- dopo aver dato loro il dominio sul creato e aver loro stabilito il cibo…

il parere di Dio stesso sul creato è che esso era “molto buono” (Gen. 1:31)

Il superlativo, dunque, della bontà del creato è dovuto alla creazione della coppia,

del matrimonio e della famiglia.

La creazione dell’uomo e della donna avvenne in modo significativo.

In Genesi 2:4-25, il racconto di Genesi cap. 1 è ripreso e riepilogato per sommi capi, per poi spiegare “come”

Dio creò l’uomo e la donna.

Dio infatti, volle dare all’uomo delle umili ma speciali origini (lo fece con le Sue mani a differenza delle altre

creature, chiamate all’esistenza con la parola), lo pose in un luogo meraviglioso, gli affidò un compito

preciso, non gravoso (Gen. 2:15), gli impartì un limite per uno sviluppo morale (Gen.2:17)…, ma poi, quasi

per una riflessione di Dio (!), Dio non volle che l’uomo fosse solo e decise di fargli un aiuto convenevole

(Gen. 2:18; 1 Cor. 11:9), come una necessità che divenne impellente quando, per volere stesso di Dio,

l’uomo passò in rassegna tutti gli animali e diede loro un nome (Gen. 2:19-20).

Allora Dio trasse la donna dall’uomo e gliela presentò.

L’uomo, sentendosene completato e reso felice, pronunciò delle stupende parole, che sono in se stesse

profetiche (Gen. 2:22-24). Queste parole partono dalla constatazione del fatto che la donna era stata tratta

da lui, per “profetizzare” il distacco dai genitori e la formazione di un’altra famiglia. Tutto questo

nell’innocenza, prima che sopraggiungessero le rovine del peccato (Gen. 2:25).

Il matrimonio non ha soltanto lo scopo della procreazione.

Sono stati versati fiumi di inchiostro per sostenere che unico scopo del matrimonio fosse la procreazione dei

figli, ma secondo la bibbia non è così, a meno che non ci si fermi superficialmente a Genesi 1:26-28.

Dalla narrazione più dettagliata di Genesi 2, è chiaro lo scopo della compagnia, dell’aiuto convenevole

(Gen 2:18,20,24).

Il matrimonio e la famiglia sono visti come beni provveduti da Dio.

Nella Parola di Dio è considerato un bene, un favore divino aver trovato moglie (Prov. 18:22), evidentemente

se questa è una donna giudiziosa (Prov. 14:4).

La stessa Parola di Dio invita l’uomo sposato a godere di questo bene sia in riferimento alle intime gioie

coniugali (Prov. 5:15-23), sia in riferimento ai risultati pratici, visibili che può realizzare chi ha una moglie

data ai lavori domestici (Prov. 31:10-31).

Il matrimonio e la fedeltà sono presi come esempi per indicare il rapporto stabile e indissolubile che

dovrebbe esserci tra Dio ed il suo popolo.

L’Istituzione e la regolamentazione del matrimonio cristiano sono stabilite nella Sacra Scrittura, La Parola di

Dio, unica, infallibile e autorevole regola della nostra fede e condotta. Ne consegue quindi che:

1. Il Matrimonio è stato istituito da Dio stesso (Genesi 1: 27)

2. Il matrimonio: unione indissolubile (Matteo 19:6)

3. Il matrimonio: un patto (Malacchia 2:14)

4. Il matrimonio: atto pubblico

5. Il matrimonio: atto di fede

La famiglia indissolubile

I riferimenti biblici sono molteplici su questo argomento sia nel V.T e sia nel N.T. pertanto, la famiglia

indissolubile non è stata un'invenzione dell'uomo, né frutto di un'esigenza sociale. Essa è voluta da Dio

stesso, secondo l'affermazione categorica di Gesù:

"L'uomo non separi quello che Dio ha congiunto" (Marco 10:9).

Questa precisa dichiarazione non ammette dubbi. L'uomo non può dunque distruggere l'unione stabilita

dal suo Signore e Creatore. Il piano divino è delineato in termini assai concisi.

All'inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina: per questo “l'uomo lascerà suo padre e sua madre e

i due saranno una sola carne". Gesù riprende le indicazioni della Bibbia che aveva già parlato di un distacco

dal padre e dalla madre in vista della formazione di un'entità del tutto nuova “la famiglia”.

Ma precisa anche, in modo inequivocabile: "Sicché non sono più due, ma una sola carne". (Matt. 19:5-6)

Quest'unione è necessariamente indissolubile, vitale e perenne: Per questo l'uomo non potrà scioglierla in

alcun modo. Questa è la volontà di Dio!

In conclusione, nel NT, il nucleo famigliare è visto come una cellula nel tessuto della chiesa e deve essere

una testimonianza nel mondo.

E quindi il Divorzio Nella concezione biblica e cristiana del matrimonio, è escluso in quanto la Bibbia considera il

matrimonio come unione indissolubile per il tempo della vita terrena dei coniugi. (Malacchia 2:14-16)

Il nucleo famigliare è considerato sempre come unito e completo nelle sue funzioni.

Colossesi 3:18-21 l’apostolo Paolo presenta in maniera sintetica il nucleo famigliare e i doveri tra i suoi

membri come un disegno armonioso, non solo nel piano di Dio, ma anche, se vogliamo, nel contesto sociale.

Si vede in esso:

- i doveri delle mogli nei confronti dei mariti

- i doveri dei mariti nei confronti delle mogli

- il rapporto di ubbidienza dei figli verso ambo i genitori

- la comprensione che deve esserci da parte dei genitori verso i figli

Quello che si legge in Col. 3 è ampliato in Efesi 5:22-6:4..

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