"UN GRAN NUVOLO DI TESTIMONI11

 

1908    ----   1988

LUIGI FRANCESCON

(Profili di pionieri del Movimento Evangelico Pentecostale Italiano)

 

Luigi Francescon, nacque Il 29 marzo 1966 a Cavaso del Tomba (Treviso), dopo Il servizio militare emigrò In Ameri­ca, e Si stabilì a Chicago nel 1890, intra­prendendo l'attività di pavimentista in mosaico Quello stesso anno ascoltò !'annuncio dell'Evangelo dal predicatore Michele Nardi e nel dicembre del 1891 fece l'esperienza della "nuova nascita" Nel marzo del 1892 fu costituita a Chica­go la prima Chiesa presbiteriana italiana formata da credenti valdesi e dal gruppo evangelizzato dal Nardi, Francescon fu eletto prima diacono, poi anziano e se­gretario della Comunità per collaborare col pastore Filippo Grilli, inviato dall'ltalia dal Comitato di evangelizzazione della Chiesa Valdese

All’inizio del 1894, mentre il Francescon stava nella sua stanza meditando su Colossesi 2:12 " essendo stati con Lui (Cristo) sepolti nel battesimo, nel quale siete stati anche risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che L'ha risuscitato dai morti"; sentì chia­ramente una voce che per due volte gli disse "Tu non hai ubbidito a questo mio comandamento" (1} Profondamente colpito da questa esperienza, ne parlò sia al pastore che ad altri credenti ma tutti si opposero.

Questa esperienza dei Francescon è significativa e rivela come Dio stesso, superando ogni barriera, illumina diretta­mente mediante lo Spirito SUO chi Lo cerca con fede e semplicità e gli rivela per mezzo della Scrittura la Sua volontà Nonostante Francescon fosse convinto della necessita di fare li battesimo in ac­qua per Immersione, dovette attendere fino al settembre del 1903, quando per ragioni di lavoro Incontrò l'amico e fra­tello Giuseppe Beretta membro anch'e­gli della Chiesa presbiteriana Italiana e al quale parlò della necessità del battesimo Beretta profondamente convinto di questa verità biblica due giorni dopo Si fece battezzare per Immersione in una Chiesa Cristiana dei fratelli.

Francescon prese coraggio da questa decisione immediata del Beretta e la do­menica successiva, durante il culto dichiarò la sua ferma Intenzione di essere battezzato il giorno dopo per ubbidire al comandamento del Signore, invito quan­ti volevano assistere a trovarsi al lago all’ora stabilita.

 Quale fu !a sua grande meraviglia di trovare ben altri 18 credenti disposti ad unirsi a lui per essere battezzati dallo stesso fratello Beretta

 

Naturalmente, questo atto non fu ben accolto dagli altri membri della Chiesa presbiteriana, I quali consideravano il battesimo per Immersione un'ordinamento secondario.

Il fratello Francescon attese il ritorno del pastore che al tempo si trovava in Italia e poi molto fraterna­mente, dopo aver esortato tutti i presen­ti ad ubbidire alla Parola di Dio, diede molto coerentemente le sue dimissioni da anziano e membro della comunità. Coloro che erano stati battezzati con lui, erano in maggioranza il risultato dell'o­pera di evangelizzazione del Beretta, decisero, contro la volontà del Francescon il quale non voleva capeggiare una devi­sione, di lasciare anch'essi la chiesa .Per non abbandonare questo gruppo di nuo­vi credenti " fu necessario di radunarsi in qualche luogo, per li bene di coloro che non sapevano leggere. Così la prima radunata fu tenuta in casa del fratello N Moles. Il fratello Francescon fu eletto anziano del gruppo, ma egli chiese la collaborazione anche del fratelli Giuseppe Beretta e Pietro Menconi per cura­re la presidenza del culti, che comincia­rono a tenersi presso la stessa famiglia Francescon.

Nel 1904, quando già il gruppo aveva aperto un piccolo locale di culto, sorse fra Francescon e gli altri una divergenza sui valore da dare al riposo domenicale Francescon "sosteneva che la domenica dovesse essere considerata quasi come il Sabato dell'Antico Testamento….Noi sostenevamo", afferma Ottolini "che da­vanti al Signore ogni giorno e uguale. Do­vevamo essere santi noi e non il giorno" (3} Così Francescon ed altre due famiglie si ritirarono dal gruppo.

La situazione rimase Immutata fino al maggio del 1907, quando Francescon Cominciò a frequentare la Missione di North Avenue, dove era pastore Guglielmo H Durham, il quale era stato battez­zato nello Spirito Santo nella Comunità di Azusa Street a Los Angeles, culla originaria del Risveglio Pentecostale

Il nostro Francescon fu conquistato dalla potenza del messaggio annunciato e condusse anche chi si  radunava con lui alle riunioni di North Avenue

.Poco tempo dopo, il primo membro Italiano a ricevere il battesimo nello Spirito Santo fu proprio la consorte del fratello Francescon, Rosina Balzano, che si era convertita all'Evangelo nel 1892 e che aveva sposato nel 1895 il  2S agosto 1907 il Signore battezzò anche il marito.

 

Immediatamente Francescon si mise in contatto con Pietro Ottolini per raccontargli !'esperienza pentecostale che aveva fatta .

Molti della comunità evangelica autonoma che intanto si era costituita con sede propria al 1139 W della Grand Avenue, cominciarono a frequentare anch'essi la missione pentecostale Inglese, fino alI' "Indimenticabile l5 set­tembre" 1907, quando una nuova Pen­tecoste si manifestò in quella comunità Italiana, che da quei momento divenne la prima Chiesa Evangelica italiana di fede pentecostale

 

Il fratello Luigi Francescon tornò subito a frequentare la comunità Italiana e ad esercitare il "ministerio della Parola" Im­mediatamente Iniziò una capillare opera di evangelizzazione tra conoscenti e pa­renti, sia a Chicago che in altre zone d'A­merica, fino alla lontana California . A di­cembre del 1907, durante un culto, il fra­tello Francescon fu usato dal Signore coi carisma della profezia e disse "Io, il Si­gnore ho stanziato il MIO nome in questo luogo, se voi mi ubbidite e state umili, I0 manderò nel mezzo di VOI coloro che de­vono essere salvati vi terrò insieme per un poco di tempo per ammaestrarvi, poi manderò alcuni di voi fuori per raccogliere altre mie pecore.

 Questo è il segno che vi do per accertarvi che sono I0 che ho parlato: Questo locale vi sarà piccolo per contenere le persone che I0 vi man­derò"Francescon  continua “Appena dopo questa profezia, un fratello si senti di comprare 60 sedie per aggiungerle a quelle che già avevamo (…..) La domenica seguente tutte !e sedie furono occupate e diversi ospiti erano anche in piedi. Fu­rono celebrati i battesimi nel principio di Gennaio 1908 ed una settantina di neo­credenti ubbidirono al comandamento del nostro Signore; la maggior parte di loro erano già suggellati con la prornes­sa" (4}

Nel giugno dello stesso anno il fratello Luigi Francescon fu eletto di nuovo an­ziano della Comunità italiana, e, nono­stante la grande prosperità spirituale,dovette subire persecuzioni e difficoltà di ogni genere.

L’anno seguente Francescon scrive di un altro grande passo di fede "II Signo­re fece sapere a me ed al fratello G. Lom­bardi" di lasciare il lavoro materiale ed essere a Sua disposizione per l'opera che Lui aveva preparato per noi. Ambe­due ci trovavamo In una male condizione finanziaria, ma dì non temere che Lui (il Signore) ne avrebbe preso cura delle no­stre famiglIe" (S) Inizia così la missione "a pieno tempo", ma totalmente per fede del fratello Francescon .Quello stesso lu­glio 1908 con Giacomo Lombardi rag­giunsero Los Angeles, California e men­tre il Lombardi poco dopo tornò a Chica­go e tra ottobre -novembre 1908 rag­giunse l'ltalia, egli rimase a Los Angeles fino a marzo 1909 dove organizzò una comunità pentecostale italiana

Dopo aver evangelizzato gli italiani a Philadelphia, Insieme con il fratello Lom­bardi e la sorella Lucia Menna evangeliz­zarono i parenti di quest'ultima a Buenos Aires a marzo del 1910 Francescon e Lombardi partirono da Buenos Aires per San Paolo del Brasile

A San Paolo incontrarono ed evange­lizzarono un Italiano Vincenzo Pievani che era residente a Sant'Antonio della Platina, nello stato del Paranà, Brasile meridionale. Un giorno, il 15 maggio, mentre erano in preghiera ricevettero l’ordine divino di separarsi Francescon doveva raggiungere San Antonio della Platina nel Parana e Lombardi doveva tornare a Buenos Aires Cosi si lasciarono il 18aprile 1910

Certamente il lettore si meraviglierà di questo metodo di "guida apostolIca" ma il Signore conduceva cosi questi Suoi fe­delI servitori ed era tanto precisa e spe­cifIca questa guida che essi non furono mai delusi  o confusi,

Lasciamo la parola direttamente al fra­tello Francescon che ricorda questi eventi ben quarantadue anni dopo In un Idioma ltalo-americano, ma perfetta­mente comprensibile "Per andare in questo luogo ove il Signore mi fece sen­tire, non avevo nessuna direzione all’in­fuori della seguente V Pievani, San An­tonio della Platina, Stato del Paranà .Vi era una sola linea ferroviaria che andava al sud di quello Stato, ma però con più di 200 kilometri di distanza dal punto più vicino di questa ferrovia a San Antonio , in quel tempo non vi era nessuna via da quel punto che mi avrebbe aiutato per recarmi a San Antonio, e nel mio  cuore avevo un dubbio di prendere sud­detta linea.

Mi sentii di andare alla Stazio­ne ferroviaria e guardare la carte delle li­nee del treni e lo Spirito Santo mi Indicò la linea che dovevo prendere, cioè la so­rocabana  l'ultima sua stazione era Salto Grande luogo dove il Signore mi disse che aveva preparato ogni cosa per me, per compiere la mia missione. Cosi veramente solo che mi restava da fare un circa 70 chilometri e mezzo di caval­catura, di traversando foreste vergini in­festate di Jaguari ed altre fiere di quei luoghi. Feci il resto di quel viaggio con la guida di un Indiano. per grazia di Dio arri­vai a San Antanio il 20 aprile.

 Un'altra mia difficoltà era che non sapevo nemmeno una parola del loro linguaggio, senza da­naro e poi ancora malato. Ma Iddio che ha i cuori di tutti nelle Sue mani mi fece vedere la prima meraviglIa, ossia che mentre entravo in quella contrada di San Antonio, fece trovare la moglie dell’italia­no (Vincenzo Pievani alla finestra e le disse "Ecco l'uomo che io VI ho manda­to", (essi non mi aspettavano) così fui accolto in casa loro. Dopo pochi giorni il Signore apri i loro cuori e poi ancora altri nove, in tutto ne furono battezzati undici di loro ed ancora confermati coi segni dell'Altissimo .

Queste sono le primizie di quella grande opera di DIO in quella na­zione"

Questa narrazione, che sembra Incre­dibile alla logica umana è tuttavia confer­mata dai fatti. Nello stato dei Paranà in Brasile, cera stata verso la fine del XIX secolo una nutrita Immigrazione Italiana Nella guida divina, il fratello Francescon fu spinto a raggiungere questo colono italiano che a sua volta sarebbe stato il testimone del messaggio evangelico pentecostale in quella lontanissima terra  di emigrazione.

Dopo una tremenda persecuzione del clero locale che aveva decretato la mor­te del missionario e del gruppo evange­lico Italiano, miracolosamente liberato dalla potente mano di Dio, Francescon tornò, per la stessa via, nella Città di San Paolo, dove il Signore gli permise di co­stituire un gruppo di una ventina di cre­denti, quasi tutti battezzati nello Spirito Santo prima della sua partenza per gli Stati Uniti, avvenuta verso la fine del Set­tembre dei 1910.

Nella sua breve cronistoria, scritta nei 1942, Il fratello Francescon afferma "Fino ad ora, Il Signore mi ha mandato nove volte nel Brasile ed ogni volta ho notato un maggior progresso nel mezzo di loro.

Infatti le "Congrecasao Cristà do Bra­sile", Chiese Evangeliche Pentecostali, ini­zialmente sorte tra gli Italiani di quella grande nazione, Costituiscono oggi una delle denominazioni pentecostali più nu­merosa del Brasile, con Circa un milione di membri.

Anche se la missione estera più im­portante del fratello francescon fu In BrasIle, egli continuò ad essere attivo tra le chiese italiane degli stati Uniti e visitò I'ltalia due volte La prima nel 1911, quando esistevano soltanto quattro co­munità, svolse la sua missione a Roma, La Spezia, Gissi (Chieti) e Milano. L'ultima sua visita in Italia avvenne nel 1929, per presiedere il secondo Convegno Nazio­nale delle Comunità pentecostale in quell 'occasione visitò alcune chiese.

Virtualmente egli continuò ad essere uno del fratelli principalI delle "Assem­blee Cristiane Italiane negli Stati Uniti, e uno degli "anziani della Assemblea di Chicago, fino al 1925, quando per la que­stione dottrinale riguardante la validità delle deliberazioni della Conferenza di Gerusalemme di Atti 15, costitui a Chicago una seconda comunità pentecosta­le Italiana, che prese Il nome di "Congre­gazione Cristiana di Chicago" ancora oggi fiorente, e punto di riferimento di quei pochi gruppi ltalo-americani che hanno desiderato perpetuare una forma congregazionalista radicale.

Il fratello Francescon, oltre ad essere uno del più noti animatori del risveglIo pentecostale Italiano, apparteneva al filo­ne del pionieri "carismatici" come Pietro Ottolini e Giacomo Lombardi e il termine "carismatico" deve essere compreso nel suo significato biblico originale.

Uno del pregi fu il suo carattere ada­mantino "si oppose strenuamente ad una forma di organizzazione che poteva soffocare la liberta dello Spirito con un insieme di regole Istituzionalizzate"

 Nella sua "testimonianza" scritta nel 1942 e nella seconda ristampa, lieve­mente ampliata pubblicata dieci anni dopo, alla veneranda età di 86 anni, egli conferma la sua vocazione Iniziale di congregazionalismo radicale e di totale Insofferenza verso qualsiasi forma di compromesso su dispute di carattere dogmatico, che avrebbero potuto essere risolte in una forma più pacata.

 Ma il pro­fondo timore di essere Infedele alla chia­mata divina lo spinse sempre verso que­sta posizione decisa Francescon ricorda con affetto la fratellanza di Chicago "la quale, una parte d'essa mi sostenne co­stantemente fedele alla Parola di DIO,come pure tanti fratelli altrove, che non compromisero la Lora celeste vocazione per rispetto umano, per timore di quello che gli poteva fare l'uomo morta­le, oppure per lusinghe o spaventi del maligno"

Nel 1927 fu uno dei promotori della "Prima Assemblea  Generale delle Chiese Cristiane Italiane Inorganizzate residente negli Stati Uniti d'America" Questa As­semblea costitutiva delle Comunità pen­tecostale ltaliane approvò gli articoli di fede ed anche Istituì un Convegno an­nuale del rappresentanti delle chiese, che avevano aderito alla posizione di questi lineamenti dottrinale.

 Questa lar­vata organizzazione durò fino al 1938 e Luigi  Francescon fu uno del "fratelli prin­cipali", incaricato ufficiosamente della sorveglIanza e dell'incoraggiamento del­le chiese Nel 1939 fu necessaria una struttura per amministrare i fondi raccolti per le missioni e per curare la pubblica­zione di un periodico ufficiale di quelle comunità, che nel tempo avevano as­sunto Il nome di "Chiese Cristiane del Nord America", si decise di eleggere un comitato Francescon coerentemente con la sua posizione radicale si isolò, ri­tenendo questa "organizzazione" contra­ria "alla dottrina apostolica che non am­mette organizzazioni umane, altera­zioni che vanno contro ad essa, la quale", egli scrive, "avevamo osservata e rispet­tata tutti insieme fino all'anno 1938"

 

Da questo momento egli si Isolerà e continuerà a svolgere il suo ministerio unicamente nell'ambito della Congrega­zione CristIana dl Chicago, della quale virtualmente ne rimarrà conduttore fino alla sua morte, e ad avere rapporti so­prattutto con le "Congrecacao Crista do Brazll" attualmente conta migliaia di chiese e circa un milione di membri.

Il fratello Francescon dopo la sua pri­ma missione del 1910 torno in Brasile altre nove volte, l'ultima sua missione, accompagnato dalla sua fedele consor­te è durata un anno tra li 1947 e il 1948 "Sebbene Luigi evitasse e si oppones­se ad ogni forma di pubblicità, migliaia hanno risposto alla Parola di Dio da lui predicata .

Non aveva nessun Interesse per il denaro e la maggior parte di quello che gli era dato lo distribuiva per le ne­cessità dell'opera. Non chiese mai nulla, certo che per fede Dio gli avrebbe prov­veduto fu esempio di fedeltà nel mini­sterio affidatogli dal Signore, esercitan­dolo con amore e timore.

Sincero amante della Bibbia e grande ammiratore del vasto ministerio affidato alle Società Bibliche che svolgono la loro opera in tutto Il mondo, come prova di  questa sua lealtà, poco tempo prima del­la sua morte, espresse il desiderio che al suo funerale il denaro che doveva esse­re speso in fiori fosse devoluto alla so­cietà Bibllca Americana per la distribuzio­ne di Bibbie a non vedenti.

Avendo passato tutta la Vita al servizio di Dio e meditando la Sua Parola egli è passato all'eternità per ricevere le bene­dizioni divine promesse sentendo che si avvicinava l'ora del trapasso, richiese che gli fosse letto il Salmo 48 e dopo averlo seguito attentamente fino alla fine, ripeté con voce ferma le parole del­l' ultimo verso: 'Questo Dio è il nostro DIO in sempiterno, Egli sarà la nostra guida fino alla morte.' Andò nel riposo del Suo

Signore il 17 settembre 1964 all'età di 98 anni e sei mesi.

 Il fratello Anziano Luigi Francescon ha esercitato il ministerio per circa settant'anni senza mal com­promettere la verità rivelatagli da Dio un uomo benedetto, il quale avendo ri­cevuto tante manifestazioni di grazia  dal Signore, ha potuto vivere un esistenza tanto preziosa"